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Circondarsi di piante sia a casa che in ufficio è pratica normale per molti, ma dedicarsi alla coltivazione di ortaggi, come pure dei tanti fiori che si possono mangiare, offre ulteriori benefici che, nel caso di soggetti con particolari necessità, possono aumentare sensibilmente la qualità della loro vita.

Parlo infatti degli effetti terapeutici dell’orticultura che sono stati ampiamente provati ed hanno dimostrato da tempo la loro efficacia come supporto ad altre terapie di riabilitazione psico-fisica nelle persone diversamente abili e non solo.

L’ortoterapia, inoltre, è una qualificazione professionale ulteriore per chi vuole lavorare nel settore del giardinaggio, integrato in particolari progetti rieducativi. Come anche per terapeuti (psichiatri, psicologi, assistenti sociali etc.) che vogliano apprendere come strutturare ulteriori percorsi di cura e reinserimento, attraverso l’orticultura.

Orti di Maremma, in quanto Fattoria Didattica, è nata anche per realizzare queste attività. La prima esperienza con i ragazzi autistici è stata un successo che potremo replicare ed ampliare, grazie anche all’aula didattica realizzata nell’estate 2018.
Mi auguro che questa breve presentazione dia informazioni utili e contribuisca ad ad aumentare la sensibilità di tutti verso queste tematiche. Sono davvero tanti, anche nel territorio maremmano, i soggetti (e le loro famiglie) che trarrebbero grandi benefici dall’incremento di iniziative a supporto di soggetti socialmente fragili o con handicap.

Origini dell’ortoterapia

Nel 1812 uno psichiatra americano, Benjamin Rush, pubblicò per primo uno studio dal titolo “Medical inquiries and observation upon diseases of the mind” in cui per primo osservò, in persone con problemi psichiatrici occupate in lavori manuali, un netto miglioramento rispetto a quelle non impegnate in queste attività. miglioravano, a differenza di quelle esonerate da tali compiti che invece languivano e peggioravano. Le sue scoperte furono considerate così innovative che si diffusero immediatamente in tutti gli Stati Uniti.

In Europa un Paese precursore fu la Spagna, in cui sino dai primi del 1800 si incoraggiava l’attività agricola nella cura di soggetti affetti da malattie mentali. Per questo alcuni istituti psichiatrici furono aperti in zone rurali per avere facilmente accesso a queste attività. Anche in Belgio ed in Francia gli psichiatri accolsero con favore questa innovazione, notandone gli effetti positivi immediati nei loro pazienti.

Le figure professionali che praticano l’Ortoterapia

Per inserire l’orticoltura nelle terapie destinate ai soggetti mentalmente sofferenti deve essere formato in modo specifico, per poter agire insieme ad altre figure specialistiche come medici, psichiatri, psicologi, terapisti occupazionali ed educatori, che indirizzano il paziente verso le varie fasi del giardinaggio, come “mezzo per portare miglioramenti nel benessere e nella qualità della vita”.

Una delle piante più indicate per fare ortoterapia con soggetti diversamente abili è sicuramente la fragola nella sua varietà rifiorente, questo perchè la continua fioritura e fruttificazione permette di protrarre i laboratori formativi molto più a lungo di qualsiasi altra piante.

Opportunità di lavoro per chi vuol fare dell’orticultura anche un supporto terapeutico.

L’operatore specializzato in ortoterapia può proporsi come valida risorsa sia nelle cooperative sociali che nei centri anziani. Inoltre può svolgere la sua attività anche in altre strutture con spazio apposito dedicato, come ospedali, scuole ed altre associazioni e strutture dedicate a soggetti che presentano sofferenze psicologiche e fisiche.
Infine, i corsi sull’ortoterapia vengono inseriti anche in programmi di aggiornamento professionale degli operatori sanitari già operanti.

Indicata non solo per disagi psichici, ma anche sociali

Soggetti cosiddetti “a rischio” di depressione come gli anziani, trovano sicuro supporto nel dedicarsi ad un orto-giardino, stesso dicasi per favorire il reinserimento sociale di ex detenuti o ex tossicodipendenti. A questi ultimi la pratica di giardinaggio ed orticultura può, inoltre, aprire opportunità di lavoro, incoraggiandoli verso l’acquisizione di maggiori competenze attraverso studi specifici.

Ortoterapia – Corsi di Formazione

Uno di più autorevoli riferimenti sul territorio italiano è la Scuola Agraria del Parco di Monza  che da tempo ha esperienza consolidata di iniziative e corsi di formazione mirati. Qui riporto uno stralcio della loro presentazione:

“La Scuola Agraria del Parco di Monza è ente pioniere nell’ortoterapia, che ormai da decenni opera con tale strumento sia presso la propria sede dove accoglie persone fragili attivando convenzioni con enti e realtà del territorio, sia presso varie strutture esterne. Forte di questa esperienza ha ritenuto utile e necessario strutturare un corso di formazione teorico-pratico per fornire una adeguata preparazione specifica a coloro che intendono operare con questo strumento. L’obiettivo è di supportare operatori socio-sanitari che intendano utilizzare  pratiche orticolturali e di giardinaggio come strumenti terapeutici. Migliorare la qualità di vita delle persone con fragilità, dare sollievo alle loro famiglie e soddisfazione agli utenti attraverso l’aumento dell’autonomia e senso dell’auto-efficacia sono le vere motivazioni e gli obiettivi che l’attività di ortoterapia si propone. La crescita delle attività operative e le capacità e competenze professionalizzanti sono anche finalizzate all’inserimento lavorativo protetto e non”.

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